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Il Centro Roberta Lanzino di Cosenza dedica un convegno allo stalking

L’80% delle vittime di persecuzione sono donne

redazione

:: Nicoletta Fascetti Leon

To stalk: fare la posta, ovvero seguire, scrutare, assillare, o semplicemente, controllare. Imporre una relazione unilaterale non gradita, non corrisposta, non voluta.

Attraverso telefonate, regali, messaggi, pedinamenti, o semplicemente, sguardi. Questi gli atteggiamenti tratteggiati dalla parola stalking che, in futuro, potrebbe definire un nuovo profilo di reato. Non tanto nuovo nelle pratiche della violenza maschile, ma approdato da poco, nel dibattito legislativo italiano.

A questo dibattito vuole contribuire l’iniziativa del Centro contro la violenza alle donne Roberta Lanzino che, nella giornata studio del 15 dicembre scorso, chiama a raccolta la giurista Maria Grazia Giammarinaro, la giornalista Angela Azzaro, e Lea Melandri.

Marina Pasqua, avvocata del Centro, ricostruisce la storia giuridica di questo reato che viene “scoperto” negli Stati Uniti, e vede coinvolto il regista Steven Srpielberg. Le costanti dello stalking, però, non sono eccezionali come la sua prima vittima. Sono le donne le perseguitate predilette e, ancora una volta, gli episodi si verificano soprattutto nel contesto familiare. “L’80% delle vittime di stalking sono donne - spiega Marina Pasqua - il 70% sono donne separate da mariti violenti che continuano ad essere molestate e minacciate”.

La necessità di colmare il vuoto legislativo è pressante ma, sottolineano in molti, bisogna porre l’attenzione soprattutto al contesto culturale e politico.

Lea Melandri ammonisce: “Va bene la legge, a patto che abbia una grande forza simbolica. Deve essere chiaro che parliamo del rapporto tra uomo e donna”. Un fatto che non è così scontato se, quando si parla di violenza alle donne, si pensa ancora alla “questione femminile”.

A rappresentare una nuova consapevolezza, anche maschile, c’è Stefano Ciccone del gruppo Maschileplurale. “La violenza letta come un fenomeno d’emergenza- ribadisce - contribuisce alla rimozione e all’allontanamento del problema da sé”. Invece la violenza ci riguarda tutti, e riguarda soprattutto gli uomini.

“Lo stalking - spiega il docente Unical, Osvaldo Pieroni - fa risaltare il nesso tra la violenza e la dipendenza dell’uomo dalla relazione con la donna”. Anche l’uomo, dunque, ha bisogno di trovare la propria soggettività e, emanciparsi.

27 dicembre 2006